Nella terra degli sherpa senza tempo: Khunde e Khumjung

Andare da Namche a Khunde è un viaggio a ritroso nel tempo. Namche è  una cittadina con coffee shops, centro massaggi, panetterie tedesche, pubs irlandesi, pizzerie italiane e mi fermo qui. Sopra Namche c’è una pista per aeroplanini ormai in disuso, e già qui di turisti se ne vedono pochi. Sopra ancora, al di là di un passo di quasi 4000, al cospetto dell’Ama Dablam che qui impera sovrano, il villaggio di Khunde rimasto com’era. Vita fra le pietre! Vero, c’è qualche lodge e qualche tea shop, ma quasi spariscono, hanno solo un cartello, di solito poco pretenzioso,  a rivelare la loro esistenza. Fra una casa e l’altra, appezzamenti di terreno delimitati da muri di pietre. In cima al villaggio, posizione forse poco consona, il famoso ospedale che fino a qualche anno fa era diretto dai neozelandesi. Adesso è tutto sherpa: dottore, infermiera, aiuto, tutti felici di essere diventati autonomi. Solite chiacchiere col primario sullo stato di salute della popolazione, eccellente salvo qualche gastroenterite, e sull’emoglobina, discorso obbligatorio da queste parti. Via dall’ospedale, ulteriore tuffo nel passato: a casa di amici di Lhakpa che ci ospitano nella loro piccola cucina, siamo praticamente costretti a fermarci a pranzo. Passato di verdura, riso, carne di yak. Poco prima di pranzo arrivano gli zii, lei 82 anni, ma come li porta!, lui circa 60, si chiama Temba, lì per lì non mi dice nulla. Racconti sconfinati, pettegolezzi e storie di corna, ed ecco che mi sovviene: Temba era il ragazzino dal quale nel 1976 acquistai un paio di dipinti dello yeti! Calcoli su calcoli, forse è  lui!!! Riassumendo: questo ragazzino ha sposato la moglie 20 anni più anziana di lui dell’ex sirdar di Edmund Hillary, che qui è venerato come una divinità, e nel contempo è diventato un famoso pittore su cui Rheinhold Messner fece addirittura un libro! Di corsa a vedere i suoi quadri nella sua casa poco lontana, ed era proprio lui! Ah quanto piccolo è il mondo! Intanto il tempo peggiora e ci sono quasi 2 ore di cammino per tornare a Namche, tempo di vedere lo scempio fatto dai giapponesi col loro Everest View Lodge con una vetrata panoramica sulle montagne. Qui si che vedo frotte di turisti. Ritorno al presente…

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2 pensieri su “Nella terra degli sherpa senza tempo: Khunde e Khumjung

  1. bravo M, siamo tutti con te
    anche noi siamo stati da quelle parti nel lontano 1972 e mi sembra di rivivere quel viaggio
    un forte abbraccio Andrea M

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